Sommersa l´Ungheria, soddisfatto il CT Pianigiani, all´esordio sulla panchina azzurra. Qui di seguito tabellini e commenti. Prossimo impegno domenica alle 18 contro L´Iran, sempre al Pentagono.
Arbitri: Facchini, Begnis, Chiari. Tiri da due: Ita 20/42, Ung 11/40. Tiri da tre: Ita 9/27, Ungh 5/17. Rimbalzi: Ita 36, Ungh 47. Assist: Ita 16, Ung 7.
BORMIO - Pianigiani voleva che fosse una partita vera, a prescindere dall´avversario. "Venite al palasport con i vostri rituali, con i vostri tempi: è importante mettersi subito con la testa a posto" erano state le parole conclusive della seduta. E l´Italia, imballata ma intensa, ha eseguito fino alla fine, sommergendo l´Ungheria e regalando al proprio allenatore un esordio in stile mattanza, neanche fosse ancora con il Montepaschi. Va fatta la tara sull´avversario, ovvio, ma stupisce sin dall´avvio l´atteggiamento difensivo, aggressivo come non si vedeva da tempo. C´è voglia di pressare la palla, di imbottigliare il palleggiatore, di forzare gli errori avversari, anche a costo di rischiare qualcosa. E l´idea, oltre che funzionare, piace parecchio, considerando anche il talento offensivo normale del gruppo italico (questa sera anche privo di Belinelli, contuso in maniera non grave al naso). Del resto, il coach aveva battuto fisso su questi punti negli allenamenti precedenti: non accontentarsi e aggredire sempre, non importa se sui lunghi o sui piccoli. Show, raddoppi, pressione allungata a tre quarti campo: tutto fa brodo Si spiega così come il momento più adrenalinico della serata sia un tuffo di Crosariol a salvare un pallone, proprio davanti alla sua panchina. Pianigiani esulta a pugni chiusi, lo staff tecnico è tutto in piedi: sul ribaltamento di fronte Cavaliero dall´angolo punisce da tre, e il Pentagono esplode. Poco importa che sia il 55-26, e che le ostilità siano già sepolte da un bel pezzo: siamo in preparazione, per ora è importante inculcare i concetti. Non c´è da stupirsi, allora, se due minuti dopo l´apoteosi il nostro ct chiama un timeout e inonda l´aria di imprecazioni dall´accento stilnovista. Non gli era piaciuta una difesa, aveva visto le gambe troppo molli: e prontamente i nostri reagiscono, dando un´altra simbolica spallata. L´Ungheria è poca cosa, e tra le mani tentacolari degli Azzurri si perde presto: Pianigiani va sempre con il 4 agile, sia esso Gigli o Mancinelli, aumentando enormemente la pressione sul perimetro. Togliendo fiato ai Magiari, l´Italia trova canestri in transizione comodi, sia da sotto che da fuori. Partecipano al banchetto soprattutto Aradori (19 punti, ma anche un bel "devi andare a rimbalzo e non pensare a correre" su un tagliafuori mancato, riflessioni per la notte che viene) e Angelone, anche se le rotazioni spinte della panchina rendono arduo accumulare grossi bottini. Con l´Italia sul +21 all´intervallo, la partita perde di contenuti agonistici. Si rallenta il ritmo, asfissiati dal caldo e vogliosi di provare con più calma i giochi a difesa schierata. Le gambe son pesanti, il tiro da fuori entra a singhiozzo: trova sprazzi di gloria Lechtaler, che si diverte a tirare tre volte di seguito. Israele e Montenegro non saranno così, ma essere pronti a combattere è già una mezza vittoria.