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L´Italia batte l´Iran e vince il Torneo Gianatti

11-07-2010 - News Generiche
Comoda vittoria degli Azzurri che sconfiggono l´Iran 78-41 e si aggiudicano il Torneo Gianatti. Arrivederci al prossimo anno e in bocca al lupo per le qualificazioni. Qui di seguito tabellini e commenti della partita

Italia-Iran 78-41 (23-4; 41-21; 65-36)

ITALIA: Giachetti ne, Mancinelli 4, Poeta 4, Mordente 1, Cavaliero, Crosariol 10, Datome, Gigli 8, Carraretto 13, Vitali 3, Aradori 15, Cinciarini, Lechtaler 8, Maestranzi 12. All. Pianigiani

IRAN: Amini 2, Kamray 1, Davoudi 1, Zandi 9, Sahakian 12, Sohrabnejad, Ebrahiminia, Nikkah Bahrami 11, Doraghi, Arghavan, Kardoust 5. All. Matic

Arbitri: Chiari, Begnis, Paronelli. Rimbalzi: Ita 41, Iran 35. Assist: Ita 14, Iran 7. Perse: Ita 16, Iran 20. Recuperi: Ita 10, Iran 8.

BORMIO - Altro giro, altra goleada, come peraltro non era difficile prevedere. Se l´Ungheria era un test morbido, l´Iran è un piumone invernale, di quelli che mai vorremmo rispolverare con questo caldo. Il lato strano dell´equazione, forse, è che tra un mese loro saranno ai Mondiali, e noi a giocarci le qualificazioni. Bizze delle competizioni planetarie, anche se la nostra colpa è troppa per poterci lamentare di questa ironia della sorte. Ma non è tempo di rimpianti, soprattutto ora. Per questo Pianigiani ha ancora una volta chiesto ai ragazzi di spingere al massimo, a prescindere dal tabellone elettronico. Del resto, se quello fosse stato un criterio importante, l´Italia avrebbe dovuto mettersi le infradito già dopo 2´, quando era avanti 12-1. E invece, come da copione, si è dato tutto fino alla fine, pur con gli inevitabili errori del caso. C´è stato anche modo di provare la zona 2-3, nel terzo quarto: difficile giudicare i suoi effetti dall´esterno, vista l´entità del divario, anche se gli urlacci del coach nei time-out significano sicuramente che non tutto era perfetto. Tra le altre note, non una grande serata per i lunghi: 4 falli immediati per Crosariol, che poi si riscatta a suon di schiacciate, e pasticci assortiti per Lechtaler, che non è andato oltre al convertire qualche comodo scarico. Ha esordito Poeta, più preoccupato di eseguire che di creare (giustamente, aggiungiamo noi), sono rimasti fuori Belinelli, Cusin e Renzi, oltre a Giachetti (sacrificato nella rotazione dei playmaker). Si riparte da Firenze, dove l´accento di Pianigiani suonerà più familiare di quanto non faccia tra i monti della Valtellina. E dove esordiranno Bargnani e Belinelli, dandoci finalmente l´assetto definitivo, che ci porteremo dietro fino al momento della verità. Sembra di essere in vacanza, ma non manca poi molto.

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Credits Web Valentina Calzoni