Non sono molte in provincia le manifestazioni sportive che arrivano e tagliare il traguardo delle venticinque edizioni, come si sta apprestando a fare, con assoluta continuità, il Valtellina Basket Circuit (1983-2007). Per essere precisi, la rassegna ha avuto un precedente, poiché il primo torneo cestistico internazionale fu ideato e realizzato dal mitico colonnello Anastasi, personaggio storico della pallacanestro italiana. Insieme ad Adolfo Padua, insegnante di educazione fisica alla Media Ligari - tragicamente scomparso durante lŽorganizzazione ed a cui la manifestazione fu intitolata - ed Augusto Porra, scomparso lo scorso anno dopo aver rivestito per oltre un decennio la carica del Presidente del CONI, fui coinvolto nellŽiniziativa. Grande mentore del Torneo lŽallora Sindaco di Sondrio, avvocato Saverio Venosta.
Seguì una felice seconda edizione, poi nellŽanno successivo, in seguito alle logiche di separazione societarie tra Fiamma ed A3S, si organizzarono addirittura due tornei che frammentati non ebbero il seguito e la rilevanza sperati. Fu proprio con il Colonnello Anastasi che affinai lŽesperienza organizzativa e che poi fui pronto a raccogliere il suggerimento e lo sprone di Lello Morbelli. Il general manager della Pallacanestro Cantù mi propose, dal momento che la squadra canturina trascorreva tradizionalmente il ritiro estivo a Bormio, di dare vita ad un torneo che subito pensai itinerante.Con il patrocinio della Camera di Commercio allora presieduta a Renzo Maganetti, ex cestista, e con il contributo sostanziale della Piccolo Credito Valtellinese - che in quel periodo era particolarmente vicina a tutte le iniziative sportive - nacque il " Marchio Valtellina" Basket Circuit e le prime edizioni si disputarono a Bormio, Sondrio, Morbegno e Tirano.
A Bormio si giocò al Palazzo del Ghiaccio con pavimento mobile, non essendoci ancora il Pentagono.
Fu un grande successo e gli anni successivi le squadre salirono ad otto, quindi a dodici mantenendo la formula del torneo con regolare classifica ed assegnazione di premi significativi come la mela dŽoro e le pellicce messe in palio da Annabella.
Ma il torneo diventò "troppo" importante, tanto che le squadre più blasonate temevano di parteciparvi, poiché ad inizio stagione rischiavano di soccombere contro formazioni di valore inferiore ma con la preparazione anticipata e questo poteva creare fastidi agli allenatori. Fu per questo, e perché nel frattempo aumentavano le richieste di partecipazione con una conseguente internazionalizzazione del torneo, che pensai ad una modifica della formula.Così, non più un torneo agonistico, ma di servizio dove ogni team stabilisce numero di partite, date ed orari degli incontri e degli allenamenti.
La crescita del Valtellina Basket Circuit va di pari passo con crescita degli impianti. Dopo Bormio, ecco Tirano, Morbegno, Caspoggio e Sondrio, Chiesa Valmalenco, Campodolcino, Valfurva, Valdisotto e Chiavenna.Cresce parallelamente anche un circuito femminile che coinvolgerà impianti come quelli di Villa di Tirano, Cosio e Piantedo.
Il Basket Circuit non sarà comunque la sola manifestazione di alto livello. Nasce la Philips Cup,
torneo internazionale per la categoria Juniores. E poi, da ormai trentŽanni la Valtellina ospita
costantemente un campionato italiano di categoria, ma sicuramente la manifestazione più importante è stato il III Campionato del Mondo Juniores maschile, svoltosi nellŽ87, proprio nei giorni della storica alluvione, con le conseguenti difficoltà logistiche ed emotive immaginabili. Forse furono proprio le circostanze tragiche a dare al torneo risonanza mondiale, non senza qualche comprensibile polemica sulla decisione di farlo svolgere nonostante la terribile frana del Coppetto.
Fu la Gazzetta dello Sport a supportare per prima la decisione degli Organismi Internazionali di continuare la manifestazione, tesi che trovò concorde anche il Presidente del CONI Carraro, che salì a Bormio per esprimere la sua solidarietà ed il presidente della federazione, lŽindimenticabile Vinci.
Il felice esito portò in giro per lŽItalia, il nome di Bormio e lŽanno successivo organizzammo i Campionati europei Juniores di volley maschili e femminili, in cui lŽItalia conquistò due storiche medaglie dŽargento premessa dei futuri successi delle Nazionali Italiane.
Il successo del Basket Circuit raggiunse la sua apoteosi nelle edizioni dellŽŽ85 e del Ž90 con la
esibizione per un intero incontro di Michael Jordan, la leggenda della pallacanestro mondiale, inserito in una formazione di all star straniere contro i più rappresentativi giocatori italiani.
A metà degli anni Ž90 la FIBA sconvolse i programmi dellŽattività, spostando a settembre i Campionati Europei e ciò produsse uno slittamento dei tornei nazionali verso metà ottobre e, di conseguenza, un mutamento dei programmi dŽallenamento dei club. Così il Basket Circuit - che nel frattempo aveva raggiunto il record di ventisette partecipanti, ormai non solo italiane ma provenienti da tutta Europa, che svolgevano la propria preparazione su tutto il territorio provinciale, con unŽappendice perfino a Campodolcino, grazie alla brava organizzatrice Patrizia Longo e con quasi settanta incontri che coinvolgevano un enorme pubblico di turisti nel mese di agosto - si spostò pian piano verso settembre.
La conseguenza fu che trovando alberghi liberi ed impianti disponibili le squadre preferirono un torneo stanziale a Bormio, evitando fastidiose trasferte che incidevano negativamente sui tempi della preparazione di precampionato .Così però, mentre per le squadre straniere le ragioni di un ritiro seppur costoso permangono a tuttŽoggi, per le squadre italiane sono venute in parte a mancare. Di qui, una flessione della loro presenza in parte recuperata in questi ultimi anni.
Il cambio di programmazione della FIBA non ha comunque prodotto solo effetti negativi.
Lo spostamento a settembre ha risvolti apprezzabili per lo meno dal punto di vista degli alberghi che in agosto spesso dovevano sacrificarsi per ospitare le squadre (fenomeno non così acuto in questi ultimi anni), un contributo questo alla destagionalizzazione. Inoltre, il Basket Circuit si è saputo adeguare alle nuove circostanze, sostituendo in luglio-agosto le squadre di club con le squadre Nazionali, inserendo nel contenitore del Circuit il Trofeo "Diego Gianatti", in ricordo di un grande amico del nostro sport. LŽoperazione sembra riuscita, se è vero che questŽanno il torneo si svolgerà a sei squadre, che le Nazionali in ritiro saranno forse otto e che la presenza dei Team maschili sarà subito rimpiazzata dalle Nazionali femminili, che daranno vita al Trofeo Olga De Marzi Gola.
Ecco dunque il Valtellina Basket Circuit che giunge alla sua venticinquesima edizione, grazie al contributo di così tante persone che è difficile ricordarle tutte. Anzitutto lo sponsor istituzionale, il Credito Valtellinese, e di Emilio Rigamonti che nella qualità di Presidente della Sportiva Basket e di titolare del Salumificio Rigamonti ha sostanziosamente sostenuto negli ultimi anni lŽiniziativa, con particolare riferimento alla presenza della Nazionale italiana, gli Enti Pubblici come Regione, Provincia, Comunità Montane, Comuni.
Agli amici della Best, che mi sono subentrati nel difficile compito gestionale della manifestazione, a tutti gli Albergatori che hanno collaborato con la loro grande professionalità a fare stare bene le squadre in ritiro, così da farle sempre tornare, a quella centinaia di giovani appassionati di pallacanestro che si sono alternati nel tempo nei servizi organizzativi. Un ringraziamento anche alla Federazione Italiana Pallacanestro, al presidente Fausto Maifredi, ai consiglieri federali Valsecchi e Mattioli, a Claudio Silvestri e ai tanti presidenti e allenatori che hanno scelto la Valtellina e il Basket Circuit per iniziare ogni anno lŽavventura del nuovo campionato.