06 Febbraio 2012

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La nostra storia
Il Basket Circuit
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Il Valtellina Basket Circuit, giunto alla sua ventiseiesima edizione, è la "summer league" estiva più importante nel panorama della pallacanestro europea.

Squadre italiane e straniere di massimo livello scelgono infatti Bormio e gli altri centri della provincia di Sondrio come teatro delle prime amichevoli precampionato, utili test per provare nuovi giocatori e saggiare la preparazione in vista della stagione agonistica. Uno spettacolo agonistico di altissima qualità, che regolarmente attrae società profumate di storia e di successi.

Tra gli ospiti italiani abituali, troviamo i campioni d´Italia del Montepaschi Siena, l´Olimpia Milano, la Pallacanestro Cantù, e più indietro nel tempo, Virtus e Fortitudo Bologna, Benetton Treviso, Virtus Roma, Pallacanestro Varese, oltre a tanti club di Legadue. Tra quegli stranieri, gli israeliani del Maccabi Telaviv (2 volte campione d´Europa), i turchi dell´Efes Pilsen e del Fenerbahce, i russi della Dinamo Mosca e del Khimky e molti altri, come si può vedere nell´elenco riportato integralmente più sotto. Squadre che, ovviamente, hanno portato sui parquet valtellinesi campioni assoluti, capaci di suscitare emozioni in ogni loro gesto, anche in una tranquilla amichevole di fine estate. Carlton Myers, Henry Williams, Dominique Wilkins, Nando Gentile Dino Radja, Sasha Djordjevic, Gregor Fucka, Dino Meneghin sono solo alcuni nomi tra i tanti.

Ci sarebbe poi da nominare anche sua Maestà Michael Jeffrey Jordan, ospite per ben due volte a Bormio, ma questa è un´altra storia....
Torneo Internazionale Diego Gianatti
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Dall´inizio del nuovo millennio, un nuovo importantissimo evento è giunto a Bormio a fare compagnia al Basket Circuit. Sono infatti 8 anni che la Nazionale Italiana di basket maschile sceglie la Valtellina come sede del ritiro che la porta ad affrontare i vari impegni internazionali (Europei, Mondiali, Olimpiadi) che la attendono a fine estate.

Classico è divenuto anche il torneo internazionale che chiude il ritiro, intitolato a Diego Gianatti e impreziosito dalla partecipazione di nazionali di alto livello. Gianatti fu il dirigente che seguì le sorti della pallacanestro sondriese nel ventennio compreso tra il 1968 e il 1987, ed è giusto che la Sondrio Sportiva abbia deciso di onorarne la memoria con questa manifestazione.

Da Bormio gli azzurri sono partiti verso grandi avventure e grandi successi, come l´argento Olimpico del 2004 e il bronzo Europeo del 2003. E´ però significativo che anche altre nazionali, prima di scalare la gloria, siano passate dai parquet valtellinesi partecipando al Gianatti: la Lituania, ospite storico, ha conquistato l´Europeo del 2003; la Grecia l´argento mondiale nel 2006.

La Nazionale è arrivata a Bormio per la prima volta sotto la guida di Bogdan Tanjevic, assiduo frequentatore a suo tempo del Basket Circuit, e ha confermato la sua scelta con Carlo Recalcati, che è riuscito a creare un gruppo orgoglioso di vestire la maglia azzurra. E´ chiaro che il torneo è solo una tappa verso l´obiettivo principale, ma è altrettanto vero che l´Italia lo ha sempre onorato con impegno, aggiudicandosi le edizioni di 2000, 2001, 2004, 2005 e 2007.

Le cose appaiono un po´ diverse quest´anno, visto che per la prima volta non c´è una rassegna prestigiosa cui puntare. Eliminati malamente dall´ultimo Europeo, gli Azzurri dovranno rinunciare alle Olimpiadi e ripartire dalle qualificazioni, programmate tra agosto e settembre. Un impegno poco blasonato ma in fondo importantissimo, da preparare con maniacale cura. A Bormio, ovviamente.
Torneo Internazionale Olga De Marzi Gola
Non dimentichiamoci della Nazionale Femminile, al secondo ritiro consecutivo in Valtellina. Le Azzurre, guidate quest´anno da Giampiero Ticchi, giocheranno il torneo Olga De Marzi Gola, in memoria della giocatrice sondriese scomparsa alcuni anni fa in u tragico incidente stradale, e sono salite a Bormio anche nell´estate 2007 per preparare gli Europei giocati in casa.

Oltre alla Nazionale senior, Bormio ha ospitato anche la Nazionale femminile per le universiadi (2003) e diverse rappresentative giovanili.
1985-1990: Micheal Jeffrey Jordan
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Incredibile ma vero. Il mito, la leggenda, l´atleta che fa diventare oro tutto quello che tocca ha giocato - completamente gratis - due volte in Valtellina, davanti a palazzetti strapieni.

Agosto 1985: appena uscito dall´università, dove ha fatto sfracelli, Jordan viene scelto dai Chicago Bulls. Ed ecco questa giovane speranza, sotto contratto dell´azienda Nike, che - per una serie di circostanze favorevoli prontamente sfruttate da Diego Pini - si esibisce durante il Basket Circuit.

Racconta Pini: «Tutto nacque a Caspoggio, alle tre di notte, nella trattoria di Mario, al termine di una delle solite cene che seguivano gli incontri. Tra gli altri era presente Giorgio Campana, fratello del giornalista della Gazzetta dello Sport, Enrico, che aveva raggiunto in valle la squadra di Caserta.
Campana espresse le sue perplessità circa il soggiorno della stella nascente Michael Jordan, che avrebbe dovuto esibirsi a Trieste per un incontro Stefanel-Caserta, ed al quale non sapeva trovare una collcazione per i giorni precedenti. Subito proponemmo Bormio, anche se Campana, per fare questo, obiettò che avremmo almeno dovuto mettere disposizione un elicottero per il trasporto.
A quell´ora, le tre di notte, telefonammo a Maurizio Gandolfi che accettò con entusiasmo la proposta, lasciandoci comunque il dubbio che non avesse capito di chi si trattava. Così, con il fondo dell´ultima bottiglia di grappa, si suggellò il contratto
». Il Pentagono di Bormio è strapieno e applaude l´esibizione di questo giovane atleta, dotato di movimenti felini e di un senso del canestro davvero unico.

Agosto 1990: Jordan è già considerato il numero uno dell´ NBA, ma il titolo di campioni del mondo sfugge ancora ai suoi Chicago Bulls. Stavolta è di scena al Palaghiaccio di Bormio, allestito a palestra per ospitare un numero maggiore di spettatori.
«Trentotto punti, sette schiacciate in circa 30 minuti di gioco» puntualizza Enrico Campana, sulla Gazzetta del Lunedì. «E´ proprio il numero uno. Tutti vorrebbero un autografo, magari con la scusa che il bambino ci tiene tanto, mentre farebbero quasi follie anche solo per asciugargli la schiena.
Niente da fare, alla fine della partita Michael se ne va velocissimo negli spogliatoi: ve lo immaginate se dovesse, ogni volta, firmare tutti gli autografi che gli sono richiesti? O posare per ogni fotografo dilettante: a Bormio, dietro i canestri, ce n´erano parecchie decine. E´ stato sempre sorridente, amichevole con i suoi colleghi di gioco il campione dei Chicago Bulls. E rispettoso con il pubblico, impegnandosi al meglio. Però c´è un diaframma sottile tra lui e l´ambiente, una protezione indispensabile per una persona nelle sue condizioni, una sorta di legittima difesa: diversamente, la pressione sarebbe insopportabile per questo ragazzone di 27 anni che, a forza di lavorare sul campo, ha saputo acquisire una popolarità planetaria, accompagnata dalla ricchezza
».
Michael Jordan ha chiuso con sei titoli Nba, due titoli olimpici e la fama del miglior giocatore di sempre.
Noi abbiamo avuto l´opportunità di vedere dal vivo, per due volte, un campionissimo dello sport: per questo le vittorie di Michael restano per noi indimenticabili.

(Tutti i testi sono di Paolo Valenti, e sono stati pubblicati per gentile concessione dell´autore)

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